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“Vivevo in quella disperante situazione che solitamente porta al suicidio, ma comunicarlo al mondo mi avrebbe macchiato di ovvia ingenuità”.

5 notes / 2 giorni fa / reblog
Smettiamoci?

non ci credo punto, ché poi
vedo che questo rimestio è
già da tempo terminato.

E allora perché starsi addosso, martoriarsi.
Insomma.
Troppo affanno per
un fottuto nulla.
Smettiamoci.
Annichilirsi bisognerebbe,
tipo.

Ma chi sa farlo. Chi
può farlo.

Ammettiamolo.

Chi.

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2 notes / 3 giorni fa / reblog
Una –oggetto– via l’altra.

Ti ho confusa con un
battito irregolare
e così mi sono
innamorato.

Colpa di tutte quelle
sigarette che mi fumo.

Certo che anche le
scale della sotterranea
non hanno aiutato.

E non m’interessa se
i tuoi capelli paiono d’un
giallo cirrotico, o
se le tue gambe sono storte.

Mi hai guardato.

Ti ho guardata.

Ero in affanno.
Non sapevo che fare.
Ho optato per
amarti.

Adesso che sono fuori
e almanacco su questo,
tocca accendermene
un’altra, ché
questa è
finita.

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7 notes / 5 giorni fa / reblog
Monade.

Soddisfatto.
Inorgoglito della transazione
completata. Tutto
è andato per il meglio. Questa
misera giornata volge
a mio favore.

E il vagone verrà
adombrato da una playlist
consumata.

La gente sarà nient’altro che
un misto di umori
mattutini.

Non respirare.

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3 notes / 5 giorni fa / reblog

Anonimo ha chiesto: Perché tu ami un giorno si e cinquanta no.

Ci vedi bene, dunque. Amiamoci sporadicamente.

4 notes / 1 settimana fa / reblog
rarità.

tu che mi divoravi con sorrisi
splendidi.

ti ho amata
per qualche manciata di minuti
sparsi.
Credimi.
E’ vero.

Non accadeva da tempo.

Oggi non ho pensato ad altro.

A tal punto che il ricordo
s’è consunto
e ho iniziato ad odiarti.

Quando poi la tua eco
è giunta
nuova 
a me, ho obliato questo
e ora sono
daccapo.

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16 notes / 2 settimane fa / reblog
twenty.

Bukowski,
come non ritrovarcisi
dico, Noi sulla ventina
a sgocciolare per
femmine di sedici anni,
più o meno. E loro
che seguono,
con occhi lustri,
il nostro fatuo
chiacchiericcio velleitario.

Come non innamorarsene
dico, Noi presi a
consolidare vizi o
a scoprirne di nuovi.
Mai privarsi di sporadiche
eiaculazioni frustrate
ecco. Ma giusto
anche pur di non stare soli
ad almanaccare sopra
problemi fatti in serie,
eccetera.

C’è poi anche da tenere in conto
il fatto di stufarsene in fretta,
perché non si è nati da poche mesate,
no? E allora
giù a rimuginare
sull’apatia che incombe,
della noia che va vestendoci,
e così via.
Nient’altro.

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9 notes / 3 settimane fa / reblog
Nineteen.

Perché scriversi
quando s’è
già tutti scritti.
Perché questo spandersi in parole
quando è
già tutto detto.
E
pure questo,
non l’ho forse
già ammesso?

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9 notes / 3 settimane fa / reblog
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Non leggete Carver, poiché ne son geloso. Non leggetevelo, dato che la morte se l’è preso. Ed è ciò che condividiamo, la morte: Io che la merito, essendo un simulacro ammorbato da ossimori di natura estetica; Lui preso da essa, forse, nel momento giusto, per lasciare le sue parole a macerare nelle nostre monche anime. 

3 notes / 3 settimane fa / reblog
Nenia a Paese.

Sento i miasmi
assopiti dell’asfalto,
le esalazioni
provenienti dalle
minuscole chiazze
di catrame
per le traverse della periferia
disseminate:
suture praticate
da profani
buoni solo di
alitare parole.

E io che sono
niente più di un
cumulo di stantite
velleità
qua in mezzo.

Tutto armato
per cedere;
a collassare su
se stesso.

La pioggia spande
solo la litania
di un’inevitabile
rovina.

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3 notes / 1 mese fa / reblog
#eighteen

Vedi, quando scrivo lo faccio solo per me stesso. Spesso è una cosa istintiva, come lo stronzo che deve uscire dal culo; altre volte è una reazione forzata, un po’ tipo quando sei costipato e devi spingere forte fino a farti sanguinare lo sfintere, anche se non avrai mai la forma definitiva che galleggia nella pozza del cesso.
Poi vieni chiedermi perché pubblico la merda che defeco.. Ecco a te la risposta: “Dovrò pur tirare lo sciacquone, non credi?”.

4 notes / 1 mese fa / reblog
#seventeen

bisogno di competizioni
come palliativo.

ad eiaculare
metafisicamente in
una lotta ad armi smussate:
nessun fioretto è
laccato di cicuta.

espettoranti d’odio
verso avventori stereotipati,
mancanti per viltà,
anche loro qua
a stagnare apatici
nei vizi elargiti copiosamente
dall’abitudine ad essere
prudenti.

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5 notes / 1 mese fa / reblog
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